Le malattie della pianta della patata (Parte 2)

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In un precedente post abbiamo parlato della coltivazione dei peperoncini piccanti, piante della stessa famiglia botanica dei peperoni (anche se con marcate differenze).

Prima di capire come coltivare i peperoni, conosciamo meglio la pianta. Le radici della pianta sono formate da un fittone centrale e da diverse radici secondarie. Si presentano sulle ramificazioni della pianta in maniera alternata, sono di forma ovale, lanceolate e munite di un breve picciolo. L’apparato fogliare è molto importante per l’equilibrio della pianta, in quanto protegge i frutti dalle scottature del sole a cui sono soggetti. Sono molte le varietà locali di peperoni dolci che questa iniziativa ha permesso di recuperare. Tra queste vi segnaliamo: Peperone con “scottatura”Vediamo ora come coltivare i peperoni in maniera biologica nell’orto, partendo dalle esigenze pedoclimatiche. Il consiglio che diamo, se vogliamo coltivare i peperoni al meglio, è quello di non far maturare al 100% il frutto sulla pianta. I principali parassiti che incontriamo quando decidiamo di coltivare i peperoni sono gli afidi, i tripidi, la mosca bianca, il ragnetto rosso, la tuta absoluta, le cimici. La coltivazione dei peperoni ha anche dei rischi legati alle malattie crittogamiche, come peronospora eoidio.

Spieghiamo cosa sono questi parassiti, come si manifestano e quali sono i rimedi antiparassitari per gatti più efficaci.

  • Rallentamento della crescita
  • Clorosi delle foglie
  • Assenza di vigore a causa dell’assenza di fluidi la pianta marcisce

Scientificamente sono chiamati Lepsima saccharina, ma nel gergo comune sono conosciuti come vermi della polvere o pesciolini d’argento.

La ragione principale per cui i vermi della polvere sono spesso presenti nelle nostre abitazioni è perché vanno a caccia di cibo. Questo composto eliminerà anche gli afidi, gli scarafaggi, le mosche che attaccano la radice della pianta del cavolo e le mosche bianche. La segatura può essere spruzzata sopra le foglie per respingere i bruchi di geometride come anche i bruchi della pianta di cavolo importati. Se si spruzza della farina di grano o farina di segale sopra le piante di cavolo, i bruchi la mangeranno e molto presto moriranno. Se si pianta una qualsiasi di queste piante vicino alla pianta di cavolo non si avrà un problema con i bruchi di geometride. Informazioni generali: questi bruchi sono conosciuti anche con il nome di bruco da frutta del pomodoro oppure antonimi del cotone. Ci sono molte varietà di piante che possono essere piantate e che i bruchi neanche guarderanno. Esistono alcune piante che respingono questi bruchi in maniera molto efficace. S si sistema una striscia di carta vetrata o di ciottolo catramati intorno alla base della pianta come un collare, si bloccheranno queste larve dal fare il loro lavoro.

La lotta ai parassiti pianta per pianta

  • Esistono diverse varietà di peperoni e si differenziano fra loro in base a - Forma: possono avere forma allungata, ci visita : malattie peperoni

Si può uscire durante la notte e trovare questi insetti nocivi con una torcia elettrica ed andare a ricercarli mentre biascicano sopra le foglie della pianta.

Ci possono essere fino a 300 bruchi dentro una singola rete e possono spostare tutte le foglie sopra un albero in un periodo di tempo molto breve. Sono dei grossi bruchi di colore verde ed alcune volte sono screziati. Segni di riconoscimento: questi sono dei bruchi grigi lunghi 2 pollici con de piccoli ciuffi di capelli di colore marrone e giallo che si estendono dai loro fianchi. Questi sono dei bruchi lunghi 4 pollici verdi con le strisce bianche e si cibano di pomodori, patate, peperoni dolci e melanzane. Se si pianta del basilico, della borragine o delle margherite gialle intorno al proprio giardino non si avrà mai un problema con gli emitteri con le corna del pomodoro. Se intorno sono presenti degli uccelli, essi ci daranno una mano e l’aspetto spaventoso dei bruchi non creerà loro un problema. Ci sono due specie di peperoni, quelli a frutto grosso e quelli a frutto piccolo che sarebbero quelli comunemente chiamati peperoncini. Le continue biforcazioni portano a modifiche del frutto in grandezza e misure, infatti più biforcazioni sono presenti e più i prodotti della pianta saranno più piccoli. L’irrigazione della pianta di peperoni deve essere abbondante in quanto la pianta ne ha un gran bisogno.

EFFETTUATE TRE TRATTAMENTI SIA IRRORANDO LA PIANTA CHE DISTRIBUITO SUL TERRENO A DISTANZA DI 5 GIORNI , RAFFORZA ANCHE LA RESISTENZA DELLA PIANTA.

  • Si possono impiegare, ad esempio, prodotti a base di Azadiractina.Sebbene non registrato per il fitofago specifico, una certa efficacia è data anche dal Clorpirifos (TERIAL 75 WG).

I frutti è meglio raccoglierli appena sono giunti al termine della loro maturazione in modo da dare la possibilità alla pianta di crearne ulteriori.

Nella zona dove c’è stata la pianta malata non si possono ripiantare altre piante fino a quando, dopo un anno di rotazione, la malattia è stata eliminata. Più lenta della peronospora, porta alla morte della pianta tra i 7 e i 10 giorni; rimane nel terreno anche fino a 5 anni se non curata correttamente col rame. Alcuni tra i più conosciuti parassiti dei peperoni sono gli afidi, il ragnetto rosso, la mosca bianca e la piralide. Il ragnetto rosso può essere molto dannoso per i peperoni in quanto può portare a nanismo, defoliazione o mancanza di produzione dell’intera pianta. Infatti osservando la pagina inferiore delle foglie si riusciranno ad individuare tali micidiali insetti che, se lasciati fare, possono ridurre la pianta in condizioni gravissime. Si utilizzano le sole foglie, i polloni o la pianta intera, senza radici, prima della formazione dei frutti. Vi è inoltre da considerare che i rimedi illustrati sono validi anche per altre specie di parassiti delle piante. Chiamati anche i “pidocchi delle piante”, sono degli insetti dalle dimensioni minuscole capaci di danneggiare, anche gravemente, ortaggi e piante in vaso. Gli acari delle piante non sono, come molti pensano, degli insetti, bensì appartengono alla famiglia dei Tetranichidi (sono, dunque, parenti stretti dei ragni).

QUESTA PIANTA COME LE ERBE AROMATICHE TIENE LONTANO LE FORMICHE DALLE VOSTRE COLTIVAZIONI ,L’INFUSO VA DISTRIBUITO SULLE PISTE DELLE FORMICHE O A CERCHIO INTORNO ALLE COLTURE

Bisogna però dire che i dati delle Nazioni Unite non sono molto differenti: il 40% della popolazione figura come malnutrito.

PATATA Dorifora È un insetto (Leptinotarsa decemlineata) molto prolifico e vorace, che, nutrendosi della parte aerea della pianta (foglie e steli), in breve tempo può distruggerla totalmente. Di norma, non provoca danni gravi, comunque la funzionalità delle foglie risulta menomata e cosi la vitalità della pianta. La preparazione del terreno per i peperoni richiede una vangatura profonda (anche 40-50 cm se possibile) per favorire il drenaggio dell’acqua. Inoltre gli spicchi d’aglio, volendo, potrebbero anche esser sotterrati al di sotto della pianta invasa dagli animaletti fastidiosi, ma prima di sotterrarlo vanno incisi. I fiori della pianta del peperone sono di colore bianco, la corolla è formata da cinque-sette petali e presenta stami gialli. Il peperone può essere raccolto in qualsiasi momento, è consigliabile però non lasciarlo troppo maturare sulla pianta specialmente se ci sono altri frutti più piccoli. Ingredienti Un rimedio molto semplice per prevenire la comparsa dei bruchi è quello di mettere nel vaso o nell’aiuola una piantina di menta oppure dei gerani bianchi. I danni sono causati dalle femmine che con i loro stiletti perforano i tessuti delle piante e restano attaccate alla pianta nutrendosi dei succhi vegetali, ricchi di zuccheri. Il risultato è che la pianta si indebolisce perché le foglie sono appiccicose per la loro secrezione, ingialliscono e cadono, mentre i rami diventano secchi.

Il peperone è una pianta annuale cespugliosa con foglie ovate di colore verde intenso; fiori bianchi stellati; steli eretti .

Alcuni adulti che soffrono di ossiuri avranno notato che vedono le loro feci cariche di vermetti bianchi anche quando esagerano con certi ortaggi: per esempio con i peperoni secchi. I bruchi hanno bisogno della vegetazione per formare la crisalide e quindi possono rovinare la nostra piantagione prima che canti il gallo, perché sono rapidissimi quando si tratta di mangiare. Potete anche vedere delle foglie ingiallite a causa della clorosi provocata dalla suzione della linfa, la melassa che questi insetti secernono o persino una polvere biancastra sul dorso. Si possono anche inserire predatori come larve di crisopidi, che si nutrono di loro; mettetene una ventina per pianta e ripetete l’azione ogni mese. Le anguillule sono vermi microscopici che vivono nei tessuti malati delle piante, sono tossici e se non eliminati tempestivamente portano alla morte della pianta. Questi parassiti producono molta melata che causa la presenza di formiche sulla pianta e possono sviluppare a loro volta delle fumaggini. La nottura e la tringola sono larve che attaccano tutti gli organi aerei della pianta, il danno si manifesta sulle foglie, fiori e frutti. Molti insetti come le coccinelle o i lombrichi sono i benvenuti, perché ci danno una mano nel creare un ambiente favorevole allo sviluppo delle piante e quindi delle verdure. Essi vivono in colonie, preferibilmente sulla pagina inferiore delle foglie, e si nutrono della linfa, pungendo la pianta e iniettando sostanze per lei nocive. In ogni caso è importante eliminare immediatamente le parti della pianta infestate, tagliando le foglie che sono state attaccate dal parassita e allontanando quelle che sono già cadute. Anche del cartone impregnado di vischio alla base della pianta può essere efficace, perché blocca la risalita dell’oziorrinco durante la notte e lo intrappola. Pericolose invece sono le larve e i bruchi, che si cibano e divorano ogni specie di foglia. Nel primo caso si possono utilizzare speciali bruchi per attaccare le larve, oppure di batteri che eliminano questi parassiti (ad esempio prodotti a base di Bacillus thuringiensis).