Rimedi - Pesce crudo VS pesce cotto

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Molti di noi, pur di essere trendy, sono pronti a sfidare la naturale titubanza verso il pesce crudo e mangiare sushi e sashimi.

Gli studiosi hanno analizzato 792 acciughe e alici arrivate sul mercato del pesce di Granada nell’arco di un anno per verificare la presenza di microrganismi pericolosi. Quando l’uomo mangia pesce infetto crudo, non completamente cotto o in salamoia, le larve possono impiantarsi sulla parete dell’apparato gastrointestinale, dallo stomaco fino al colon. Quanto al consumo casalingo, per essere sicuri dovremmo acquistare il pesce crudo solo fresco e congelarlo per almeno 4-5 giorni prima di mangiarlo. Già oggi, dunque, un pesce su due non ha sguazzato libero in mare. I pesci vengono allevati in vasche a terra oppure in gabbie in mare aperto, crescono grazie a mangimi fatti con farine e oli di pesce. E ancora, sushi servito senza prima essere stato congelato, mentre congelare il pesce crudo che verrà poi servito come sushi è obbligatorio. Del resto, se sappiamo che una dieta ricca di pesce combatte la depressione, perchè porre ancora ostilità tra noi e gli abitanti del mare? Le larve di Anisakis muoiono a temperature alte, al di sopra dei 60° e il pericolo può essere rimosso in parte pulendo il pesce delle interiora subito dopo la pesca. Quelle in cui la prevalenza è maggiore sono sgombro, lanzardo, suro e pesce sciabola: in quest’ultimo, Anisakis è presente praticamente in tutti gli esemplari», risponde l’esperto.

Pesce crudo - Rischi e Benefici del pesce crudo

  • Sintomi: pinne danneggiate con raggi esposti, erosione, perdita di colore, ulcerazione e sanguinamento. Setticemia interna.

Il freddo infatti uccide parassiti e larve rendendo sicuro il prodotto, non a caso l’Unione Europea richiede il congelamento del pesce per 24 ore prima della preparazione.

Perché qualcuno che «dimentica» di congelare il pesce e si mangia il pesce crudo così com’è c’è sempre, poco ma sicuro. Sempre come segnala FAO nel suo rapporto, pesce e prodotti ittici sono a livello mondiale tra le commodity alimentari più commerciate. No, non dovreste esserlo, perché è molto difficile contrarlo; basta seguire alcuni semplici regole alimentari che renderanno il pesce sicuro e che vi permetteranno anche di comsumarlo crudo, se volete. Devono compiere altre tre mute per poter diventare adulte, mute che compiono quando il cetaceo a sua volta mangia il pesce. Leggi anche: Per difenderci da questo problema possiamo agire cuocendo il pesce, perché la cottura cuoce il verme, che muore. Le preparazioni come il pesce sottolio, aceto, marinato al limone o sotto sale, sono crude a tutti gli effetti. Outbrain Attenti al sushi: i medici del British Medicine Journal mettono in guardia dai parassiti che possono nascondersi nel pesce crudo, in particolare l’Anisakis. Una volta che avrete capito che il pesce è stato attaccato dai parassiti dovrete immediatamente provvedere ad isolarlo dagli altri pesci presenti in acquario per evitare il contagio. La parassitosi acuta da anisakis insorge già dopo poche ore dall’ingestione di pesce crudo e si manifesta con intenso dolore addominale, nausea e vomito.

Pesce crudo VS pesce cotto

  • merluzzo,
  • dei pesci simili al merluzzo,
  • passera di mare,
  • salmone del Pacifico,
  • aringhe,
  • rana pescatrice.

Le probabilità che si verifichino reazioni allergiche sono legate per lo più al consumo di pesce infetto con larve vive.

L’Anisakis non è certo una novità, visto che ogni settimana vengono ritirate dal mercato partite di pesce fresco italiano e importato da altri Paesi che contiene questo parassita. Il pericolo è costituito dalla possibilità che dopo la pesca a causa di una eviscerazione tardiva o nulla i parassiti possano migrare nelle carni del pesce. Sono aumentate le segnalazioni perché i medici oggi conoscono questa malattia e soprattutto perché è decisamente aumentato il consumo di pesce crudo. Come indicato anche da Guariniello la procedura di bonifica è la base per poter somministrare pesce crudo da consumare. È’ una rarità trovarlo in commercio Vivo perché di legge il pesce andrebbe abbattuto (congelato) prima della vendita proprio per evitare il contagio da Anisakis. In parole povere tutto il pesce acquistato deve essere trattato preventivamente ovvero essere congelato per 24 ore alla temperatura di -20 gradi per permettere al parassita di morire. Citiamo infine tra i parassiti ittici non zoonosici Pennella e Trypanorhyncha poiché infestano spesso specie ittiche tipiche dei nostri mari come il Tonno, il Pesce Spada e la Ricciola. L’uomo è ospite accidentale di questo parassita, e rischia di contrarlo solo se ingerisce pesce contaminato,  crudo o poco cotto. Spesso il pesce sciabola presenta parassiti del genere Anisakis, presenti anche in altre specie di pesce azzurro, visibili come filamenti lungo la colonna vertebrale.

Anisakis è il nome di uno dei parassiti più pericolosi per l’uomo: si prende dal pesce crudo, ma c’è modo di evitarlo.

  • facile reperibilità nel mar mediterraneo
  • dorso nei riflessi del colore blu scuro, con striature verdi argentate
  • ventre di colore argenteo
  • buon rapporto qualità/prezzo

Gli esercizi che somministrano pesce crudo non sempre possiedono l’abbattitore di temperatura, un raffreddatore veloce con cui si possono uccidere vermi del pesce pericolosi per l’Uomo.

Purtroppo tra gli ospiti occasionali delle larve di questi vermi c’è anche l’uomo, che può ingerirle consumando pesce crudo o poco cotto. Molti degli antigeni sono resistenti alla cottura e possono indurre reazione anche dopo il consumo di pesce cotto, come per alcuni casi registrati in Spagna. [11] Con le dovute precauzioni è possibile mangiare senza problemi piatti a base di pesce crudo come il sushi nipponico o le nostre ottime alici marinate. L’anisakidosi è diffusa soprattutto nelle zone dove si mangia abitualmente il pesce crudo, ad esempio in Giappone. Nella nostra regione, soprattutto sulla costa dove si mangia abitualmente pesce crudo e marinato (occhio soprattutto ad alici, carpacci di tonno e salmone), i casi diagnosticati sono diversi. Proprio per questo, gli esperti ribadiscono con forza l’importanza di consumare pesce ben cotto: bastano 60 gradi centigradi per un minuto per uccidere il parassita. I tipi di pesce in cui è stato trovato l’anisakis sono: crostacei, calamari, pesce azzurro, alici, aringhe, passera di mare, rana pescatrice, salmone del pacifico e merluzzo. Le anisakiasi sono zoonosi emergenti, a causa della rapida diffusione di nematodi Anisakis: l’assunzione di pesce crudo o poco cotto contaminato da larve di Anisakis può scatenare un’infezione gastrointestinale. Anche la cottura (il cuore del prodotto deve raggiungere i 60°C per almeno un minuto) garantisce l’allontanamento e l’uccisione del parassita dal pesce.

Un pesce parassita che si nutre (anche) all’interno dei genitali dell’uomo. Il pesce Candiru, il pesce vampiro

Né la salatura, né tantomeno la marinatura o l’affumicatura sono metodiche preparative efficaci per uccidere Anisakis dal pesce.

I fanatici del crudismo, prima di consumare pesce fresco non abbattuto termicamente, dovrebbero essere certi che lo stesso sia stato immediatamente eviscerato dopo la pesca. Meno frequenti sono gli attacchi asmatici, le dermatiti da contatto e le congiuntiviti dopo l’inalazione/assunzione di pesce contaminato da larve di Anisakis. Il rischio maggiore per chi consuma pesce crudo si chiama Anisakis (il parassita infatti muore quando tutti i punti del pesce raggiungono una temperatura superiore ai 60°). La parassitosi acuta da Anisakis insorge già dopo poche ore dall’ingestione di pesce crudo e si manifesta con intenso dolore addominale, nausea, vomito. – il pesce va eviscerato al più presto dal momento della cattura per allontanare i parassiti presenti, prima del loro passaggio nella muscolatura; Ma da allora si sono verificati casi in molti altri Paesi, «soprattutto in Giappone dove si mangia di frequente pesce crudo». In caso di morte del pesce, il parassita non farà altro che lasciare la presa, fuoriuscire dalla bocca o dalle branchie e ricercare una nuova casa. L’unica accortezza riguarda noi pescatori, che prima o poi durante le sessioni di pesca ne avremo a che fare, soprattuto in fase di slamatura del pesce. MILANO - Sono anni che ci sentiamo dire che il pesce fa bene, ma da quando mangiar sushi e simili è di moda, i prodotti ittici sollevano anche qualche dubbio. Una ricerca portoghese riporta il caso di un 32enne infettato dal verme anisakis, che si annida nel pesce crudo. Esistono prove a sostegno del fatto che, se il pesce non viene eviscerato subito dopo essere stato pescato, le larve si possono spostare dall’apparato digerente alla carne. Come avviene il contagio dell’Anisakis, quali sono i sintomi per la diagnosi e come si cura l’infezione del parassita del pesce crudo? La notorietà dell’Anisakis, è cresciuta notevolmente da quando anche in occidente è aumentata la diffusione della cucina giapponese, di cui il pesce crudo è ingrediente basilare. Infatti può accadere che esso si cibi di pesce infetto crudo o poco cotto ed allora contrae l’infezione del parassita. Come già detto l’infezione dell’uomo da anisakis simplex o consimili è causata da consumo a scopo alimentare di pesce contaminato crudo o non abbastanza cotto. I sintomi che ne conseguono dopo circa 112 giorni dal consumo di pesce crudo sono: dolori addominali localizzati nella regione dello stomaco, nausea e vomito. Naturalmente i paesi più colpiti sono quelli che per tradizione consumano grandi quantità di pesce crudo o comunque poco cotto.